Le belle cose è il quarto “disco – anti disco”
dei palindromici Sikitikis. L’ossimoro nasce da una semplice constatazione: Dischi fuori moda, pubblicato nel 2010,
ha venduto appena una copia ogni 500 click su Youtube. Da qui un progetto interamente
basato sull'interazione in rete, disponibile in download e distribuito fisicamente da dicembre solo su sikitikis.com. Le belle
cose segna dunque una svolta non solo sul piano artistico (non sarà mica uno dei dischi italiani più "alla moda" di questo "caldo" autunno musicale?), ma anche per quel che riguarda l’approccio alle contorte dinamiche
del mondo discografico. Nati nel 2000 con l’intento di rivisitare le colonne
sonore dei b-movies italiani degli anni Settanta, i Sikitikis hanno saputo
reinventarsi senza perdere di vista la loro naturale propensione alle stesura di pezzi
dallo sviluppo cinematico: sperimentando sonorità pop-rock elettroniche costruite
su beat anni ’90 e linee melodiche dal gusto retrò, ricercate e al tempo stesso
immediate. L’esordio è datato 2005 quando Max Casacci, produttore e chitarrista
dei Subsonica, raduna la compagine sarda negli studi torinesi di Casasonica, dove
vede la luce Fuga dal deserto del Tiki. Parte
così un lungo tour di 80 date su e giù per lo Stivale, durante il quale i
Sikitikis iniziano a confrontarsi con il mondo delle colonne sonore, esperienza
che influenzerà inevitabilmente le atmosfere noir del secondo album B (2008), che tuttavia coincide con un
periodo difficile dettato dalla chiusura dell’etichetta torinese. Diablo, Jimi,
Zico e Sergio si concentrano quindi sulle colonne sonore e nel 2009 realizzano la
cover di Cuore Matto per il film Cosmonauta, esordio cinematografico di
Susanna Nicchiarelli che viene premiato nella sezione “Controcampo italiano” al
Festival di Venezia. Il 2010 è l’anno di Dischi
Fuori Moda, registrato al Natural Head Quarter sotto la guida di Manuele
"Max Stirner" Fusaroli: il riscontro
è buono, trainato dai singoli Voglio
dormire con te e Tsunami, le
atmosfere si fanno più solari e il ventaglio di suoni abbraccia uno stile più
marcatamente pop-rock. Con Le belle cose la
4-piece sarda si mette di nuovo in gioco: “È un’esternazione naif. L’idea di un
bambino che viene dopo due punti e la scritta pensierino. Le belle cose fanno incontrare idealmente mondi
musicali in apparenza lontani, Celentano con i Gorillaz, Bennato con Beck e
chissà quante altre cose di cui non ci siamo nemmeno accorti”. Se lo dicono
loro…
